sabato 5 dicembre 2009

Preferirei ascoltare ma rispondo sempre!

mai come di questi tempi c'é un gran bisogno di incontrare fisicamente coloro che hanno cose da dire, pensieri da condividere; bisogno di far circolare idee, ma anche di scambiarle con qualcuno che te le esponga dal vivo;
qualcuno al quale fare domande e che si assuma la responsabilità delle risposte; qualcuno che domani non ci dirà che non abbiamo capito o frainteso. Qualcuno con cui correre (come direbbe David Grossman)
...qualcuno con quella faccia un pò così...
...quell' espressione un pò così...come quella che abbiamo noi..

Ta main dans la mienne




Un allestimento di uno dei piu' grandi registi viventi e veder recitare Michel Piccoli a pochi centimentri dalle mie mani.

Lo spettacolo e' l'adattamento dell'epistolario tra Checov e Olga Knipper, attrice delle sue pieces che divenne sua amante e poi sua moglie. Io amo il teatro piu' di qualunque altra cosa e senz'altro sono parziale nel rovesciare qua il mio assoluto, totale, incontenibile gaudio. Spettacolo perfetto, semplicemente. Gli attori scivolavano dentro le parole e mutavano espressioni con una naturalezza come d'acqua che scorre sulle pietre. Le loro mani, soprattutto di Natasha Parry, erano uno spettacolo assoluto. Chiunque abbia fatto anche una microscopica esperienza di palco sa bene che, arrivato la' sopra, e' vittima di una repentina mutazione genetica che gli fa' apparire infinite mani, che non sa dove mettere, come muovere... Ecco le loro mani erano semplicemente le mani di Checov e Knipper, si muovevano e si fermavano come naturalmente avrebbero fatto i due. Spettacolo misurato, in cui mai s'indulge in una facile commozione, o una tenerezza senile. Niente, assolutamente se non lo scambio vivo di quelle parole, domande a volte quotidiane che di piu' non si puo', a volte affilate, a volte dolcissime. Solo un gesto: lui che alla fine, seduto accanto a lei, le pone una mano sopra a quelle incrocitate in grembo di lei. Solo due frasi, quando Olga scrive lettere ad Anton Pavlov, ormai morto, chiede "Che senso ha?" e Checov, poeta delle piccole cose, risponde "Guarda: la neve che cade... che senso ha?"

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http://www.youtube.com/watch?v=-GE2UAhCRrk

e in tutto questo bell'andare quello che ci consola è che siamo stati vicini e siamo stati anche bene e siamo stati male ma siamo ancora insieme

venerdì 4 dicembre 2009

Autobiografia di un Guardaroba





L'americana Elizabeth Kendall da la parola all'armadio!
il luogo in cui si stratificano abiti, età, gusti, elementi della nostra vita..
così dimostra che i vestiti prendono il controllo della nostra esistenza
e sono profonda espressione di noi stessi.
La voglia di giocare con la moda è una tendenza (di certo la mia amata
nonna non me lo avrebbe mai permesso!): ci si veste secondo il gusto del giorno,
ci si fotografa e non ci si sottopone più all'usanza retrò del giudizio modaiolo altrui.

Genealogia del Tostapane






Con quel profumo che ci porta nostalgicamente all'infanzia, potenza della memoria olfattiva...
Di fatto compaiono milioni di indirizzi web, inclusi poemi dedicati al tostapane e siti che si preoccupano di ricordare l'importanza culturale del suddetto elettrodomestico.
Ma con questo siti si raggiunge l'ovazione: una galleria fotografica che ne racconta tutte le possibili interpretazioni

What a Way to Go







Shirley MacClaine is one of the few female stars who was able to get top billing over her male leads. Seeming to flaunt it she appeared in several “vignette” films where she is romantically paired (sequentially) with a string of Hollywood’s top men.
bonus Edith Head Gallery after the jump:

MacClaine plays Louisa, a sort of accidental gold digger. Despite trying to live a simple life her husbands keep dying and leaving her an increasingly wealthy widow! Dean Martin is the rich boy who bores her. He drives her straight to Dick Van Dyke, a poor hick living in a shack — and Louisa’s dream come true — until he decides to become a ruthless bussinessman so he can buy her everything she never wanted.

Paul Newman is a sexy but self-centered artist who rejects the Bourgeoisie. His idea of artistic success is to be so avant garde that he’ll never be discovered! His paintings are angry and unsellable. Louisa’s sure she’ll be happy…, that is until her gentle nudging to make life simpler leads him to realize how easy (and profitable) making commercial art can be!

Gene Kelly is a sad slapstick clown ignored at an Italian eatery, until again her gentle meddling convinces him to skip the greasepaint and clown shoes just once since no one watches him anyway. Suddenly his self-depricating song is a poignant emotional performance, and “Pinky” is an overnight sensation! With an ego that matches his fame he paints everything (including MacClaine) pink, and Kelly was never funnier than here, lampooning his own schmaltzy musical image.

Robert Mitchum plays a billionaire industrialist who meets the sad widow and vows to give away every last penny until she loves him. Finally Louisa finds happiness in frivolously spending money — leading to the most extravagant montage of crystal chandeliers, Venitian draped curtains, barely-there gowns, and a champaign glass bathtub ever put on film — but her curse just makes him richer and richer.

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